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Elie Wiesel - La Notte DOC - ITA scambioetico.org

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    [img]http://img231.imageshack.us/img231/408/lanottecovdt1.jpg[/img]<br /> <br /> :::->Dettagli<-:::<br /> <br /> Autore: Elie Wiesel<br /> Titolo: La Notte<br /> Pagine: 217<br /> Anno: 1958<br /> Nazionalità: USA<br /> Genere: Romanzo Autobiografico<br /> Dimensione del file: 489 Kb<br /> Formato del file: WORD<br /> <br /> <br /> Biografia<br /> <br /> Wiesel nacque a Máramarossziget (oggi Sighetu Marmatiei), in Romania, da Shlomo e Sarah, due ebrei ortodossi di discendenza ungherese che avevano un piccolo negozio, e tre altre figlie oltre a Elie, unico maschio. Szighet ridivenne parte dell'Ungheria nel 1940, e nel 1944 i nazisti deportarono gli ebrei ungheresi al campo di concentramento di Birkenau. Sua madre ed una delle tre sorelle vennero immediatamente "selezionate" come inabili al lavoro ed inviate alle camere a gas, mentre lui e suo padre vennero mandati al campo vicino di Auschwitz III-Monowitz, un sottocampo dove i deportati erano obbligati a lavorare nel grande complesso chimico Buna Werke, proprietà della I.G. Farben. Wiesel fu alloggiato nella stessa baracca di Primo Levi.<br /> Nel gennaio 1945 l'avanzata delle forze sovietiche si avvicinò pericolosamente ad Auschwitz. Le autorità tedesche del campo decisero allora di evacuarlo e Wiesel ed il padre, dopo una lunga marcia al freddo e senza cibo, vennero trasferiti al campo di concentramento di Buchenwald, dove il padre, stremato dalle fatiche, morì di dissenteria.<br /> Dopo la guerra, Wiesel finì in un orfanotrofio francese. Nel 1948, Wiesel cominciò a studiare alla Sorbona. Lavorò per un breve periodo per il quotidiano francese L'arche, come giornalista.<br /> Divenne socio del vincitore del Premio Nobel per la letteratura François Mauriac, che lo persuase a scrivere e raccontare la sua esperienza dell'Olocausto. Da questo incontro nacque quello che è considerato il capolavoro di Wiesel, La notte. Così Wiesel descrisse, ne La notte, il tragico arrivo al campo di Auschwitz:<br /> <br /> « Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.<br /> Mai dimenticherò quel fumo.<br /> Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.<br /> Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.<br /> Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.<br /> Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.<br /> Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. »<br /> <br /> Recensione<br /> <br /> La notte, nato dall’incontro di Wiesel con François Mauriac, ripercorre, in maniera intensa, quel periodo determinante della vita dello scrittore, dalla vita nel ghetto, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, il cuore pronto a consacrasi all’Eterno, al passaggio nella palude dell’umanità, descritta per flash, momenti di puro orrore e vuoto esistenziale, fino alla drammatica liberazione, accompagnata, purtroppo, dalla morte del genitore, con lui nel campi, che tutto di sé aveva dato, pur di sopravvivere nel baratro dell’inferno. Leggendo le pagine di questo diario nero, cupo, disperato e allibito allo stesso tempo, assistiamo alla metamorfosi più atroce: dal ragazzino innocente, ignaro, emergerà infatti, a poco a poco, l’adulto scettico, tormentato, dubbioso, che finirà per fare terra bruciata attorno al suo cuore, vivendo una personale morte di Dio, di fronte alla scoperta del male assoluto.<br /> <br /> Lo sguardo di Wiesel, nel raccontare quanto vissuto, è freddo, stremato, l’espressione del volto congelata su quella che dovette avere al momento della liberazione, scavata, allo stremo delle forze. Un testo affatto consolatorio, per nulla conciliatore, che denuncia, intatto nel tempo, l’atroce oblio della ragione durante gli anni della seconda guerra mondiale. Non c’è perdono, comprensione: solo tutta il dolore di chi ha visto, impotente, la propria famiglia, la propria gente, venire ingoiata nella gola di un mostro feroce ed ingordo. Un testo da cui prendere appunti. Per il futuro, per tutti.<br /> <br /> <br /> :::->Note<-:::<br /> Il racconto viene presentato in versione DOC<br />
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  Elie Wiesel - La Notte.doc 0.5 MB



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