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Dream Theater - Octavarium [flac][tntvillage org]

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    10/12/2008
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    2009-06-08 22:54:49
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    :::-&gt;Dati Album&lt;-:::<br /> Titolo: Octavarium<br /> Anno: 2005<br /> Genere: progressive rock<br /> Etichetta: Atlantic Records<br /> <br /> :::-&gt;Tracklist&lt;-:::<br /> <br /> 1. The Root of All Evil (8:39)<br /> 2. The Answer Lies Within (5:19)<br /> 3. These Walls (7:35)<br /> 4. I Walk Beside You (4:29)<br /> 5. Panic Attack (8:13)<br /> 6. Never Enough (6:46)<br /> 7. Sacrificed Sons (10:42)<br /> 8. Octavarium (24:00)<br /> <br /> :::-&gt;Recensione&lt;-:::<br /> Il disco rappresenta un lieve ritorno al passato ed alla melodia, dopo i suoni dark e pesanti del precedente album, risultato conseguito anche grazie all'utilizzo di un'orchestra in Octavarium e Sacrificed Sons e di un quartetto d'archi in The Answer Lies Within. Dopo Images And Words &egrave; il secondo disco a non presentare tracce completamente strumentali.<br /> Le influenze di altri gruppi e stili sono chiaramente riconoscibili, come in Panic Attack dove si fa sentire lo stile classicheggiante dei Muse e James LaBrie fa un similare uso del falsetto.<br /> * The Root Of All Evil &egrave; il terzo episodio della saga sull'alcolismo scritta da Mike Portnoy. Questa &egrave; composta da The Glass Prison e This Dying Soul. Come negli episodi precedenti, il brano &egrave; caratterizzato da potenti riff e ritmiche serrate, dalle sonorit&agrave; prettamente heavy metal e molto cupe. In ogni brano vi &egrave; una citazione dell'episodio precedente; in questo caso, da This Dying Soul viene ripreso il riff iniziale e una strofa (sia nella melodia che nel testo).<br /> * The Answer Lies Within &egrave; una ballad, sullo stile di Hollow Years, Anna Lee e Disappear, basata su una melodia molto dolce e cullante. In particolare la predominanza della tastiera sulla chitarra, nonch&eacute; la presenza di un vero quartetto d'archi, d&agrave; al brano un suono vagamente &quot;retr&ograve;&quot;. Il fatto di aver inserito un lento come seconda traccia &egrave;, per molti, un riferimento a Images And Words.<br /> * These Walls, &egrave; molto particolare, quasi ipnotica nelle strofe e sicuramente di atmosfera, caratterizzata da un ritornello dalle sonorit&agrave; nu metal e dal riff principale suonato dalla tastiera, che invece si affida ad un suono tipicamente neo-progressive. Il brano &egrave; eseguito con una chitarra baritona (MusicMan Silouetthe Bass Guitar), accordata in La anzich&eacute; in Si(all'inizio si pu&ograve; sentire Petrucci che &quot;tira&quot; la corda fino ad accordarla). L'arrangiamento &egrave; molto semplice ed essenziale, ma proprio per questo il brano risulta decisamente immediato all'ascolto.<br /> * I Walk Beside You, pensato probabilmente per essere un singolo, ricorda addirittura le melodie degli U2, come gi&agrave; accadde in Lifting Shadows Off a Dream, New Millennium, Speak To Me, The Way It Used To Be e Through Her Eyes. Per via della sua semplicit&agrave;, questa canzone ha offerto un sacco di spunti per tutti i detrattori dei Dream Theater, che vedono in questo brano il segno di una presunta mancanza di idee e vani tentativi, da parte del gruppo, di conquistare MTV e le radio.<br /> All'inizio, anche i fans non sapevano se considerarla uno &quot;scivolone&quot; nel commerciale, oppure se apprezzarne la melodia molto solare. Alla fine i fans hanno scelto la seconda ipotesi, soprattutto dopo averla apprezzata dal vivo, e hanno riconosciuto in essa il brano che pi&ugrave; ricalca il vecchio stile dei Dream Theater, in particolare quello di Falling Into Infinity. &Egrave; uno dei pochissimi brani dei Dream Theater a non avere alcun assolo.<br /> * Panic Attack colpisce immediatamente per la violenza dell'attacco, eseguito dal basso. Myung letteralmente &quot;martella&quot; le corde, nello stile di Steve Harris (come ad esempio all'inizio di The Clairvoyant, facendole sbattere contro il manico dello strumento. Anche la parte finale dell'assolo, in cui chitarra e tastiera suonano all'unisono, ricalca le melodie degli Iron Maiden).<br /> * Never Enough &egrave; un brano sullo stile dei Muse e non &egrave; difficile riconoscere citazioni di Hysteria oppure Stockholm Syndrome nell'attacco, nella sezione strumentale e nel modo di cantare di LaBrie.<br /> * Sacrificed Sons inizia con i toni calmi e pacati di una ballad ma nel finale sfocia in una parte strumentale molto vicina ai pezzi di Scenes From a Memory o Six Degrees. La canzone &egrave; dedicata alle vittime dell'11 Settembre.<br /> * La lunga suite di chiusura da 24 minuti, Octavarium, rappresenta quanto di pi&ugrave; puramente &quot;progressive&quot; possa essere ascoltato in questo album. L'inizio, eseguito al continuum (una specie di tastiera fretless) &egrave; un evidente tributo a Shine On You Crazy Diamond dei Pink Floyd. La strofa viene anticipata da una chitarra acustica che accompagna una melodia eseguita da un flauto con chiari riferimenti ai Jethro Tull ma soprattutto ai Genesis. Il primo assolo di Jordan Rudess si rif&agrave; alle sonorit&agrave; del neo-progressive, usando un sintetizzatore analogico. Man mano che la canzone procede, il suono si fa sempre pi&ugrave; duro, come se rappresentasse un ideale percorso che parte dal progressive rock degli anni 70, passa per il neo-progressive degli anni 80 e termina con il progressive metal delle ultime strofe; in queste LaBrie ripercorre tutto il disco, urlando frasi che si riferiscono alle tracce precedenti. In sottofondo si sentono dei sample delle tracce in questione, mentre Portnoy conta da 1 a 8, pronunciando per&ograve; la parola &quot;root&quot; al posto di &quot;one&quot;.<br /> Anche quest'album, come del resto tutta la discografia dei Dream Theater, ha i suoi notevoli misteri. Otto canzoni per l'ottavo lavoro della band, che in ogni pezzo richiama sonorit&agrave; dei precedenti album, in un continuo loop di autocitazioni. The Root Of All Evil che riprende le sonorit&agrave; del album precedente Train Of Thought; I Walk Beside You che inizia con il ticchettio di un orologio, proprio come Scenes From a Memory e l'elenco continua con la somiglianza tra The Answer Lies Within e [Hollow Years]]. Le citazioni per&ograve; raggiungono il loro apice nella suite finale della band che richiama l'inizio stesso dell'album chiudendo con la frase &quot;this story end where it began&quot; (questa storia finisce dove &egrave; cominciata), e con lo stesso FA che apre l'intero album.<br /> <br /> :::-&gt;Dati Tecnici&lt;-:::<br /> Formato file: Flac<br /> Dimensione totale archivio: 518 MB (rar)
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